Peter Greenaway: l’Ultima Cena di Leonardo prende vita

Il Salone 2008 si è inaugurato con un evento assolutamente originale ideato da Peter Greenaway, il raffinato artista e regista cinematografico inglese che particolarmente ama l’Italia e la sua storia artistica: egli ci guiderà a una visione sorprendente dell’Ultima Cena di Leonardo, dando vita a un evento multimediale carico di profonda emozione, poiché si svolgerà di fronte a quello che è probabilmente il dipinto più famoso al mondo.

Questo capolavoro – sopravvissuto al rapido degrado naturale del tempo causato dalle tecniche di pittura utilizzate dallo stesso Leonardo, nonché ai vari restauri e ai danni provocati dal bombardamento durante l’ultima guerra mondiale – prenderà vita sotto gli occhi dei visitatori grazie a proiezioni di immagini e luce che sembreranno scaturire dallo stesso dipinto originale, accompagnato da una colonna sonora di voci, musiche e suoni.

Tutto questo accadrà nel refettorio del Convento domenicano di Santa Maria delle Grazie dove Leonardo ha dipinto su un muro di fondo quell’immagine che fissa il momento solenne dell’annuncio del tradimento e dello sgomento degli apostoli; il pubblico dovrà avvicendarsi in piccoli gruppi di venticinque persone per volta, per i vincoli imposti dalle fragili condizioni del dipinto. L’evento sarà ripetuto più volte nel corso di ogni sera, al di fuori dei normali orari di apertura al pubblico del cenacolo vinciano.

Per offrire le stesse emozioni a un pubblico più vasto, grazie a una particolare combinazione di sofisticata tecnologia digitale e di abilità artigianale, sarà realizzata per la prima volta una copia perfetta del dipinto leonardesco, un vero e proprio ‘clone’ con le stesse dimensioni e soprattutto con le stesse caratteristiche di matericità dell’originale, che sarà visibile nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale fino al 4 Maggio.

Il progetto si avvale delle più avanzate tecnologie applicate all’arte, grazie a un team internazionale di collaboratori coordinato da Change Performing Arts.

Nota biografica: chi è Peter Greenaway

Figlio di un ornitologo dilettante, Peter John Greenaway è nato a Newport, in Galles, il 5 aprile 1942. A dodici anni, Peter decide di diventare un pittore e s’iscrive al Walthamstow College of Art. Quattro anni dopo, vede per la prima volta il film di Ingmar Bergman Il settimo sigillo (1956) e dal quel momento tutta la sua attenzione si concentra sul cinema.
Nel 1962, Greenaway realizza il suo primo cortometraggio: Death of Sentiment. Dopo aver tentato invano di entrare alla scuola di cinema del Royal College of Art, torna alla pittura e nel 1964 espone per la prima volta le sue opere nella mostra intitolata ‘Ejzen’tejn at Winter Palace’, allestita alla Lord’s Gallery. Nello stesso periodo, l’artista gallese inizia a scrivere i suoi primi romanzi. Nel 1965 comincia a fare il montatore al Central Office of Information, un organismo governativo per il quale Greenaway lavorerà circa dieci anni, partecipando alla realizzazione di ottanta documentari.
Con le attrezzature del Central Office of Information, Peter Greenaway realizza cortometraggi come Train (1966), balletto meccanico dell’ultimo treno a vapore entrato nella stazione di Waterloo, Tree (1966) e Windows (1975).

Nel 1978, il British Film Institute produce Un viaggio attraverso H (La reincarnazione di un ornitologo), che conquista il premio Hugo al Festival di Chicago. Due anni dopo, Greenaway gira il suo primo lungometraggio, Le cadute (1980), vincitore del premio del British Film Institute e dell’Age d’or a Bruxelles.

Ma è I misteri del giardino di Compton House (1982) la pellicola che rivela Peter Greenaway al pubblico internazionale. Dopo il successo del film interpretato da Anthony Higgins, Greenaway realizza Zoo di Venere (1985), con Andréa Ferréol, Il ventre dell’architetto (1987), Giochi nell’acqua (1988 ) e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989). Negli anni Novanta il regista ha diretto diversi video e film come L’ultima tempesta (1991), The Baby of Macôn (1993), I racconti del cuscino (1996) e Otto donne e ½ (1999).
Nel 1999, Peter Greenaway ha divorziato dalla moglie, ha venduto la casa di famiglia in Galles e si è stabilito in Olanda.

When: 16 aprile – 4 maggio 2008
 da lunedì a domenica, chiuso il giovedì
 ogni venti minuti dalle 20.00 alle 23.00, primo ingresso 19.45

Where: Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale, Milano

petergreenawayevents.com

Fonti: sullarte.it