Se durante un qualunque periodo dell’anno provate a farvi un giro per via Bergognone o in via Savona troverete qualche bar che fa l’aperitivo, qualche negozio di ferramenta, delle agenzie immobiliari, dei negozi di alimentari e quant’altro: insomma un normale, tranquillo e leggermente anestetizzato spaccato di tutte le nostre vie cittadine.
Scenario che viene completamente ribaltato durante il Salone del Mobile ed il relativo apparato organizzativo di feste-mostre-spazi aperti che percorre tutta la città, sempre più conosciuto come “Fuorisalone”: cinque giorni di sbornia collettiva ed elettrizzante che rendono Milano una città interessante ed internazionale come fosse Barcellona o New York.
In particolare quest’anno, l’evento che è durato dal 22 al 27 Aprile, si è davvero superato e la quantità di turisti/designers che hanno affollato le vie ed i quartieri delle installazioni, ne sono stati la palese dimostrazione.
Rispetto al Salone che si tiene nella nuova, ma distante Fiera a Rho, l’epicentro della settimana del Design è appunto la zona di via Tortona, che quest’anno è stata resa isola pedonale: dal Mercoledì alla Domenica è stato perciò tutto un susseguirsi di feste in spazi normalmente non aperti al pubblico, aperitivi in cui la principale lingua parlata non era l’italiano, installazioni in strada di vari artisti e ovviamente mostre di design fino allo sfinimento.
Mai si era visto alle 2:30 di un sabato notte milanese, un salumiere in via Savona aperto per preparare dei panini per famelici turisti o impiegare 45 minuti in macchina a trovare parcheggio nelle via adiacenti all’isola pedonale quali via Solari e limitrofe. Le strade del quartiere erano talmente strabordanti di gente dal primo pomeriggio fino a tarda notte come quasi da far pensare di essere a Madrid e non nella tranquilla Milano.
Il cuore pulsante del Fuorisalone è stato l’immenso spazio del Superstudiopiù in via Tortona, quest’anno aperto solamente agli operatore del settore, mentre molto interessante e gratuito per tutti, il “Salone Satellite” ovvero lo spazio adiacente alla fiera, in cui tutti i giovani designers europei ed internazionali hanno messo in mostra le loro ultime stravaganti e funzionali creazioni.
Il sabato sera ha proposto come sempre una vasta scelta di feste che hanno tentano di accaparrarsi la palma di quella meglio riuscita, con la migliore location o line-up di Dj del loro evento. In particolare quest’anno la decisione finale si è ristretta a due grossi eventi: il “Ball-O-Mobile” organizzato da Elita Festival in zona viale Mecenate ed il Public Design Party organizzato da Esterni negli enormi spazi dell’Ippodromo di San Siro.
La Domenica, ultimo giorno di fiera, è stata forse rovinata nei piani dei commercianti della zona Tortona a causa dell’insistente pioggia, diminuendo significativamente le presenze dei turisti e degli appassionati di casa nostra. La pioggia però non ha impedito al Club Cuore di organizzare insieme agli altri locali di via Mora in zona Ticinese, il Closing party del portale Fuorisalone.it che ha definitivamente abbassato il sipario sull’edizione di quest’anno.
Infine, a supporto della crescente vitalità e di come il Salone abbia coinvolto sempre di più Milano, la novità principale dell’edizione 2009 è stata il traino di Zona Tortona ad altri quartieri.
Da quest’anno infatti oltre a spazi in giro per la città come la Triennale o i chiostri della Statale, anche Porta Romana (rinominato per osmosi “Zona Romana”) ed il quartiere Isola hanno proposto numerose attività che hanno dato il senso di come questa città si sia proposta nella sua interezza al turismo internazionale, facendoci gridare “100 di questi Salone!”.
